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Micro-sensori impiantabili che trasmettono dati, ecco le nuove protesi “smart”

Micro-sensori impiantabili che trasmettono dati, ecco le nuove protesi “smart”

14 Agosto 2025

L’evoluzione tecnologica della sanità sta trasformando il modo in cui raccogliamo e utilizziamo i dati clinici: grazie ai dispositivi impiantabili, non sono più solo gli esami diagnostici tradizionali a fornirci informazioni sullo stato di salute.

 

Dalla fotografia clinica al flusso continuo di dati

Nella pratica clinica attuale, l’informazione sanitaria si basa su rilevazioni puntuali - analisi del sangue, TAC, radiografie - che forniscono una rappresentazione dello stato del paziente in un determinato momento. Il corpo umano, però, è in continuo mutamento: per questo, un’osservazione statica non è sempre sufficiente.

Il primo passo verso un monitoraggio continuativo è già stato fatto con i wearable - orologi, anelli intelligenti, patch cutanei e smartphone - che permettono di raccogliere dati sanitari e di salute in ogni momento della giornata, 24/7, anche al di fuori del contesto ospedaliero
Il vero punto di svolta, tuttavia, saranno presto le protesi intelligenti, impiantabili e senza batteria, in grado di osservare e trasmettere parametri fisiologici direttamente dall’interno del corpo. Questi micro-sensori possono essere integrati in dispositivi come valvole cardiache, protesi ortopediche o impianti dentali.

Alcuni prototipi sono già in fase di sviluppo, come il chiodo intra-midollare che, oltre a stabilizzare le fratture ossee, misura costantemente la temperatura interna per rilevare precocemente segnali di infezione. O ancora le valvole cardiache dotate di micro-antenne, in grado di misurare parametri vitali con una precisione altrimenti impensabile.

 

Baseline personali e medicina predittiva e personalizzata

Il concetto chiave alla base di questa rivoluzione è la definizione della baseline individuale: conoscere i propri valori fisiologici "normali" permette di intercettare precocemente ogni variazione, anche minima. Misurando in modo continuo temperatura, pressione, occlusione vascolare e altri indici, sarà possibile attivarsi prima dell’insorgenza dei sintomi, spostando l’attenzione dalla cura in acuto alla prevenzione.
Le protesi intelligenti diventano così strumenti di medicina personalizzata, capaci di guidare un adattamento terapeutico su misura per ogni paziente e di valutarne l’effetto in tempo reale.

Perché questo modello diventi realtà, è necessario costruire un ecosistema sanitario connesso basato su tre elementi imprescindibili:

  • sicurezza d’uso: i sistemi wireless non devono causare fastidi o interferenze;
  • protezione dei dati: accessi e comunicazioni devono essere rigorosamente controllati;
  • rispetto della privacy: la gestione dei big data sanitari deve tutelare l’identità della persona.

 

In conclusione

Il corpo umano è una fonte continua e ricchissima di informazioni. Per questo, l’opportunità di integrare questi dati nel sistema sanitario è preziosa per supportare diagnosi tempestive, terapie personalizzate e una medicina predittiva sempre più incentrata sul singolo paziente.

 

 

Fonte: Sole 24 Ore. Leggi qui l’articolo originale.